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Aprire stagione nuova in politica

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 60

Ieri ho partecipato, a Torino, al convegno organizzato da Confindustria per ragionare sul futuro della piccola e media impresa. Si sono sentite molte lamentele, indirizzate alla classe politica, corredate da un elenco, peraltro piuttosto noto, di cose da fare.
Si parla sempre delle cose da fare, si fa poco, niente, addirittura si va nella direzione opposta con scelte completamente sbagliate. A ciò si aggiunga una situazione particolarmente incresciosa: a Roma non riescono neppure a formare un governo e vanno avanti da mesi con giochi e giochetti, riempiendosi la bocca con termini quali il cambiamento, declinati come slogan per cercare di intercettare la benevolenza di questo o quel giornale o di creare l'onda di un consenso che assomiglia sempre di più ad una moda.

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Fino a qui ho detto cose piuttosto scontate che, diciamo, fanno parte dell'odierno dibattito politico.
Soffermiamoci però a vedere che cosa succede a chi le riforme le sta facendo o, quantomeno, ci sta provando. Viene sistematicamente massacrato! Certo, magari non si riesce a far uscire tutte le ciambelle con il buco, si fanno degli errori che non capitano a chi sta sottocoperta, cullato da dolce far niente del parlare e criticare senza sapere di che cosa ci si sta occupando.
L'attacco arriva da certi politici che ragionano semplicemente pensando di essere parti di un grande teatrino, da certi mezzi di informazione che lavorano sperando che ci siano continui problemi, da certi sindacati preoccupati soprattutto di far vedere che esistono.
In Piemonte, per esempio, chi è addentro alle cose sa che la nostra riforma sanitaria è giusta. In privato, molti dicono di fare in fretta a riconvertire i piccoli ospedali generici in poliambulatori. In pubblico, però, l'ipocrisia regna sovrana.
E' stato fatto un miracolo nel rimettere in sesto i conti della Regione, ottenendo dal governo una normativa che riconoscesse il nostro lavoro.
Sui trasporti è doveroso far applicare il principio dei costi standard che non può essere sbandierato quando riguarda gli altri ed ignorato quando non fa comodo perché significa andare a toccare questo o quell'equilibrio.

Arriviamo al tema della Macroregione del Nord. La questione settentrionale non è un'invenzione. Se lo fosse, non avremmo molti dei problemi che oggi abbiamo.
Allora che cosa aspettiamo ad aprire una stagione veramente nuova, fatta di politica vera?

Buona domenica e buona settimana.

 
 
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