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"Il ritrovamento dell'ordigno di fronte alla sede della Lega Nord a Modena e' molto grave e pericoloso. Un vile atto intimidatorio. Ma nessuno si metta in testa di spaventare la Lega, perché noi andiamo avanti".

Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte e Segretario della Lega Nord Piemonte, Roberto Cota.

Leggi tutto: Interpellata la Cassazione, procedure elezioni non cambianoNella serata di ieri si è tenuta una Giunta straordinaria durante la quale è stato autorizzato, mediante delibera, il ricorso in Cassazione da parte della Regione Piemonte alla sentenza n.755/2014 del Consiglio di Stato.

‘Abbiamo letto le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento delle elezioni regionali del 2010. Siamo rimasti fortemente perplessi per le possibili violazioni di legge riscontrate, in particolare per quelle relative all’eccesso di potere giurisdizionale, censurabili dalla Cassazione. Per rispetto nei confronti dei piemontesi, il cui voto è pienamente legittimo e che non hanno nulla a che vedere con l’accanimento politico che ha portato all’epilogo di questi giorni, ci riteniamo obbligati a sottoporre la questione alla Corte di Cassazione. Ciò non avrà alcun effetto dilatorio o sospensivo. Ho avviato tutte le pratiche per indire le elezioni regionali in concomitanza con quelle europee. Ovviamente ci auguriamo che la Cassazione ristabilisca la giustizia in tempi rapidi e utili.’.

Lo dichiara il Presidente della Regione Piemonte Roberto COTA.

CONSIGLIO DI STATO - ‘Motivato l’immotivabile. Ecco quattro esempi’

‘Ho letto la sentenza del Consiglio di Stato e sono sbalordito. Il dato è che hanno voluto annullare dopo quattro anni delle elezioni che si sono svolte in modo assolutamente regolare. Questa è la realtà, incontrovertibile, perché il risultato elettorale non è mai stato in discussione. I Piemontesi hanno votato su una scheda che è stata formata da un Tribunale: se qualcosa non fosse andato bene nella formazione della scheda, avrebbero dovuto rilevarlo i tribunali prima di far votare i piemontesi. Il fatto è che per motivare l’immotivabile, sono stati raggiunti livelli di aberrazione senza precedenti ’. Lo dichiara il Presidente della Regione Piemonte Roberto COTA in merito alle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato sui ricorsi elettorali per le elezioni regionali del 2010.
‘In nessun modo – aggiunge il Governatore del Piemonte - c’era spazio anche dal punto di vista tecnico per annullare le elezioni. Ecco quattro esempi.

1) La Signora Bresso denuncia irregolarità di altri quando una lista a lei collegata presenta irregolarità peggiori ed esiste un provvedimento della Cassazione che esclude la suddetta lista da tutte le circoscrizioni elettorali proprio a causa di queste gravi irregolarità. La Regione ha chiesto semplicemente prima al Tar e poi al Consiglio di Stato di tener conto come minimo di entrambe le irregolarità accertate: queste irregolarità su entrambi i fronti non modificano del resto l’esito delle elezioni, perché sarei comunque io ad aver ricevuto più voti. Il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno invece ignorato le irregolarità di Bresso, dicendo che non era stato fatto un ricorso incidentale nei termini. Il fatto è che la gente normale pensa a governare non ad andare a verificare le accettazioni di candidatura altrui, dopo che ci sono state le elezioni. Quello che è stato fatto ha dell’incredibile! Esiste infatti una norma, l’art. 31 comma 4 del codice del processo amministrativo che consente al giudice di rilevare d’ufficio l’annullamento di un atto, indipendentemente dal fatto che l’eccezione venga opposta da una parte.

2) Il TAR del Piemonte, esaminando già il caso della lista Giovine con la sentenza n. 3196/2010, aveva stabilito che la validità delle autenticazioni avrebbe potuto essere contestata unicamente attraverso lo strumento processuale della querela di falso. Sul punto si è formato il giudicato. Oggi il Tar e il Consiglio di Stato cambiano opinione, dicendo che l’avverbio ‘unicamente’ non vuol più dire unicamente, ma va bene anche una sentenza penale. A proposito di rispetto della legge!

3) I voti dati alla lista Giovine nella circoscrizione di Torino dove si sono riscontrate le irregolarità, valgono comunque come voti al Presidente. A questo proposito alleghiamo il simbolo che compariva sulla scheda e che è a prova di giudice del Tar o del Consiglio di Stato.

Per compiere lo scempio e dire che questo non è vero, i giudici del Consiglio di Stato sostengono che manca una legge che lo sancisca espressamente. Prima di tutto a chi fa il giudice è richiesto di usare il buon senso; poi la legge, le disposizioni ministeriali, lo Statuto della Regione Piemonte sono assolutamente chiari in tal senso. Ci sono due voti e due elezioni distinte: per il Presidente della regione e per il Consiglio regionale.

4) Il Consiglio di Stato ha deciso senza nemmeno rispettare i termini procedurali, tant’è che è stato legittimamente presentato un ricorso da parte di alcuni consiglieri dopo che era stata già comunicata la decisione. Adesso chissà che cosa studieranno per risolvere questo ennesimo inghippo’.

‘A questo punto – conclude Cota - ogni ulteriore commento è superfluo. Spiegheremo a tutti i piemontesi che cosa è stato fatto. Un conto è sconfiggere l’avversario lealmente, altro è usare questi strumenti.’

PRESIDENTE COTA: “PRIMO OK DA MOODY’S DOPO 10 ANNI SUI CONTI DEL PIEMONTE. RISULTATO STRAORDINARIO”


“E’ la prima volta in dieci anni che si registra un’inversione di tendenza sulla valutazione dei conti del Piemonte: è un fatto straordinario, l’ennesima prova del buon governo di questi quattro anni. Sono fatti, fatti concreti, altro che le parole al vento e la cagnara
inconcludente della vecchia politica”.

Lo dichiara il presidente della Regione Piemonte, Roberto  Cota, commentando il miglioramento  dell’ outlook del Piemonte da parte dell’agenzia  Moody’s.  

“La mia sfortuna - conclude Cota - è di non essere amico di De Benedetti o di altri potenti;  però ho governato bene”.

Leggi tutto: Mio dovere fino in fondo, sempre prima interesse piemontesiPIEMONTE - “Sempre messo prima l’interesse dei piemontesi, senza opportunismi. Farò fino in fondo il mio dovere. Ora partita fondi europei”.

“Ho sempre agito nell’interesse dei cittadini, soprattutto nei momenti più difficili. Sono orgoglioso di quello che è stato fatto in questi quattro anni di governo. Non ho mai pensato a fare scelte di piccola convenienza del momento e sono rimasto a tirare la carretta quando sarei potuto scappare. Anche nella gestione di questa assurda vicenda dei ricorsi abbiamo difeso fino all’ultimo i diritti dei cittadini piemontesi che hanno manifestato liberamente il loro voto: sono state tirate fuori irregolarità assolutamente irrilevanti e pretestuose rispetto all’esito sostanziale del voto. In più, abbiamo ancora una volta potuto toccare con mano l’ipocrisia della sinistra, che si fa paladina della legalità, quando le irregolarità più gravi erano proprio nelle liste a loro collegate. Di fronte alla sconcertante decisione del Tar non abbiamo perso tempo, perché, senza fare melina, abbiamo chiesto un pronunciamento rapido del Consiglio di Stato che ha fatto quello che ha fatto e di cui non riuscirò mai a farmene una ragione, visto che i piemontesi hanno scelto me come Presidente della Regione”.
Lo dichiara il Presidente della Regione Piemonte Roberto COTA.

“Farò fino in fondo il mio dovere di Presidente della Regione – conclude Cota - indicendo le elezioni regionali insieme alle Europee e gestendo in questi giorni partite molto importanti come quella dei fondi strutturali, messe a rischio da tutto quello che è successo”.

 
 
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