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LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 89

Leggi tutto: Pronti a lasciare la Conferenza delle RegioniQuesta settimana alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni si è discusso di costi standard applicati alla sanità. Come Presidente della Regione sono favorevole all'applicazione immediata dei costi standard perchè rappresentano l'unico vero modo di portare efficienza e responsabilità nella gestione della spesa sanitaria.

Su questo fronte siamo particolarmente impegnati a livello di Regioni del Nord. Come Governatori di Piemonte, Lombardia e Veneto ne facciamo una questione di principio e siamo addirittura disponibili a lasciare la Conferenza se non ci ascolteranno. Applicare i costi standard vuol dire calcolare il fabbisogno sanitario di una Regione in base al costo effettivo delle prestazioni. Si fa sempre l'esempio del costo della siringa a Milano piuttosto che a Reggio Calabria, in realtà è riduttivo perchè vengono valutati complessivamente un po' tutti i servizi offerti dalle varie sanità regionali. Una Regione virtuosa è quella che riesce a rendere i servizi al massimo livello di qualità con il minimo costo. Le Regioni del Sud sono recalcitranti ad applicare questo principio perchè le obbligherebbe a fare riforme incisive. Quando qualche loro rappresentante interviene, di solito, sostiene la necessità di un rinvio perchè loro hanno a che fare con realtà molto complesse...

Non voglio entrare in polemica, non mi interessa. Voglio soltanto spiegare bene le cose, così che tutti capiscano, soprattutto con riferimento al Piemonte. Per calcolare questi costi standard, si scelgono come riferimento le cinque Regioni più virtuose e poi si prendono in considerazione le prime tre. Posto che lo Stato predetermina la quota sanitaria da assegnare a ciascuna Regione, la virtuosità si misura in base ad una qualità certificata del servizio. L'altra verifica da fare è che la Regione non abbia i conti dissestati.

In base alle rilevazioni dell'Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari) il Piemonte è la quinta Regione per qualità dei servizi. Il problema è che siamo sottoposti a piano di rientro per i debiti dell'amministrazione Bresso. Il piano di rientro, però, è puntualmente rispettato. Questo che cosa vuol dire? Che stiamo facendo le riforme, garantendo la qualità dei servizi! Sarebbe il caso di spiegarlo a certi buffoni della politica e della carta stampata che continuano a parlar male del Piemonte e ad usare strumentalmente la sanità soltanto perchè nel 2010 hanno perso le elezioni e non possono più perpetuare il loro sistema di potere. Lo sforzo è anche quello di rendere edotti i piccoli e grandi rappresentanti di centri di interesse e gruppi di potere che il loro tempo è finito.

Domani ci sarà un'interessante conferenza stampa dove inoppugnabilmente renderemo noto come, grazie alle nostre riforme, la qualità del servizio abbia guadagnato posizioni.

Buona domenica e buona settimana!

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 88

Leggi tutto: 2,5 miliardi di #liquidità: il #territorio davanti a tuttoIn questi giorni stiamo immettendo nel sistema piemontese 1,3 mld per pagare i fornitori di Asl, Regione ed enti locali. Uguale operazione, per 1,2 mld, avevamo fatto nel mese di luglio.
Abbiamo, inoltre, approntato un modello che oggi ci consente di pagare i fornitori della Regione in 60gg e quelli di Asl ed Aso in 90.
Entro la primavera del 2014 anche le Asl pagheranno in 60gg. Abbiamo ereditato una Regione sull'orlo del default, ora incominciamo la fase del rilancio.
Stiamo realizzando la riforma sanitaria che è necessaria per la sostenibilità e la modernizzazione del sistema. Quando si fa un esame obiettivo della qualità del nostro sistema sanitario risultiamo sempre essere ai primissimi posti.
Siamo la Regione che investe più di tutte in ricerca ed innovazione con l'1,8% del pil.
Siamo la Regione dove è in assoluto più conveniente impiantare un'attività produttiva dal punto di vista delle opportunità offerte dal governo regionale.

Ho fatto solo degli esempi e potrei andare avanti, in un momento di crisi senza precedenti ed a fronte di continui tagli da parte del governo centrale. Mi chiedo allora il senso di un certo atteggiamento di critica senza senso da parte del Pd che in Piemonte è opposizione ed è forza di governo a Roma.Leggi tutto: 2,5 miliardi di #liquidità: il #territorio davanti a tutto
In realtà protestano contro loro stessi, due volte. Contro i disastri creati quando erano al governo del Piemonte e contro le politiche sbagliate che stanno facendo a Roma. Già, perchè la recente legge di stabilità non può che essere valutata come una drammatica presa in giro, a fronte dell'aumento di un punto percentuale dell'Iva.

Le aziende chiudono, strette da una pressione fiscale asfissiante soprattutto sul lavoro e sulle imprese. Sarebbe il caso di fare fronte comune per difendere il Piemonte. Invece, solo polemiche inutili. Noi dobbiamo lavorare per una politica diversa, costruttiva, che mette il territorio davanti a tutto.
Buona domenica e buona settimana.

Leggi tutto: E' partita l'emancipazione culturaleLA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 86

Ieri a Torino si è svolta la manifestazione a difesa della Legge Bossi sull'immigrazione. La legge viene comunemente chiamata Bossi-Fini, ma, viste le scelte politiche di Fini, oggi più che mai è il testo Bossi.
E' stata una grande giornata, importante per la Lega. Prima di tutto, dal punto di vista politico. Abbiamo dimostrato di essere coerenti e unici a saper tenere i nervi saldi anche di fronte alle tragedie ed ai momenti di difficoltà. Accoglienza non significa far entrare tutti.
Per fermare i barconi della morte, poi, serve rigore, non demagogia. La legge Bossi è un baluardo, stabilisce che si entra sul nostro territorio soltanto se si ha un lavoro. Certa politica sta dando una pessima prova. Con un governo dove il ministro dell'interno dice il contrario del premier e del ministro per l'integrazione e con delle forze politiche che non sanno quello che dicono. Lo dimostrano i grillini, che presentano e fanno approvare al Senato un emendamento che prevede l'abolizione del reato di immigrazione clandestina.
Prima si fanno paladini di una linea, il giorno dopo Grillo prova a sconfessarli. Su temi così delicati, non si può scherzare, improvvisare, non mandare messaggi chiari.

La Lega appare come l'unico partito dotato di un programma e di idee.
In secondo luogo, sono soddisfatto per il segnale che è arrivato dal Piemonte. Nei giorni scorsi si è cercato di far passare la manifestazione come una manifestazione razzista, come una provocazione. Si sono susseguiti appelli deliranti da parte dei soliti intellettuali radical-chic che davano patenti di opportunità a destra
Leggi tutto: E' partita l'emancipazione culturale e a manca.
La gente, invece, è d'accordo con noi, anche in Piemonte, anche a Torino. Non vuole l'immigrazione libera e non crede più ai lavaggi del cervello che arrivano da certa sinistra e da certi mezzi di informazione. Forse la manifestazione di ieri è stata la prima tappa di un'emancipazione culturale di cui Torino ha veramente bisogno per liberarsi da luoghi comuni e pregiudizi.

A volte, su questo fronte, mi sembra di fare tante battaglie contro i mulini a vento.

Ieri, però, ho sentito un'energia nuova che arrivava direttamente dalla gente. Non soltanto dalla piazza, ma dalle tante persone che incontro tutti i giorni e che cominciano ad esprimere liberamente la loro opinione.
Buona domenica e buona settimana.


LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 87

Venerdì a Grenoble è stata firmata un'importante intesa politica tra le Regioni e gli Stati che insistono sull'arco alpino.
Si dà il via, in Europa, alla Regione Alpina. Una realtà che riguarderà circa 70 milioni di persone e 46 Regioni. Si tratta di un progetto ambizioso che come governatori del Nord sosteniamo fortemente.
Alla conferenza di Grenoble erano infatti presenti tutte le Regioni del Nord del nostro paese, tutte a favore di questa integrazione tra realtà omogenee. Se vogliamo pensare ad uno sviluppo, dobbiamo guardare a Nord, alle Alpi.
E' lì che c'è il cuore produttivo dell'Europa di cui desideriamo far parte. Vogliamo farne parte perché come Regioni del Nord abbiamo le carte in regola. Non possiamo pensare che Roma ci possa bloccare in eterno con le sue tasse, la sua burocrazia e le sue politiche di spesa pubblica improduttiva.
Abbiamo più affinità con il sistema produttivo bavarese che con quello calabrese, questo è un dato di fatto. Dobbiamo tutti saper guardare in faccia alla realtà e non abbiamo molto tempo. Le aziende stanno chiudendo e quando un'azienda chiude non riapre più.

Il governo Letta ha varato una manovra che non porta niente di buono, non attenua la pressione fiscale, anzi la aumenta ancora. Arriva, infatti, sostanzialmente insieme ad un aumento dell'Iva deciso una settimana prima e fatto passare usando il caso Berlusconi come diversivo. Lo Stato centrale è incapace di darci delle risposte e se non ci muoviamo nella direzione giusta non avremo futuro.
La Macroregione del Nord deve entrare nella Euroregione delle Alpi per discutere di sviluppo, infrastrutture e trasporti, energia.
Poi, spero, di un sistema fiscale senza i salassi di Roma.
Buona domenica e buona settimana.

Leggi tutto: Senza autonomia del Nord non c'è futuroLA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 85

Lo spettacolo della politica romana è desolante. A Roma e dintorni, cioè sui mezzi di informazione che costruiscono il mondo virtuale, festeggiano la permanenza in vita del governo Letta. Viva la stabilità, è la parola d'ordine.

Premetto che non nutro antipatia o preconcetti nei confronti di Letta. Non posso non dire, però, che c'è poco da festeggiare. Questo governo non ha fatto mezza riforma, non ha aggredito, per esempio, il nodo della spesa pubblica statale. In compenso, per finanziare la propria spesa pubblica, ha aumentato le tasse per cittadini ed imprese ed ha tagliato pesantemente i trasferimenti a Regioni ed enti locali.

C'è poco da festeggiare perchè all'orizzonte non si vede nulla di buono, anzi. Nei giorni scorsi in sede di conferenza dei presidenti delle Regioni abbiamo discusso di fondi strutturali. Le uniche risorse che sono rimaste alle Regioni, infatti, arrivano da lì. Ebbene, lo Stato centrale vorrebbe portarci via anche queste!!!

Sull'immigrazione, poi, abbiamo assistito a mesi di polemiche e dichiarazioni fuori luogo. Ed oggi si persevera con l'assurda richiesta di abolire il baluardo rappresentato delle legge Bossi-Fini. Perché non si è lavorato per organizzare il pattugliamento congiunto delle coste nei paesi di provenienza? La soluzione non è certo dire "venite tutti qui", ma non far partire i barconi della morte.
Sarebbe il caso di guardare, tutti insieme, in faccia alla realtà.Leggi tutto: Senza autonomia del Nord non c'è futuro

O il Nord conquista la sua autonomia o non avremo un futuro. Buona domenica e buona settimana.

 
 
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