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LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 64

Leggi tutto: La fine del tunnel si avvicina

Ieri il PD ha eletto segretario Epifani, una persona che stimo e che spero possa fare un buon lavoro fino al congresso.
In un momento come questo, è importante che un partito come il Pd abbia un segretario, una figura che sia di riferimento per tutti, anche per le altre forze politiche.
Spero soltanto che non gli facciano fare la fine di Bersani.

In Piemonte, continua il lavoro del governo regionale. Giorno dopo giorno, la luce in fondo al tunnel diventa più vicina.
Giovedì sono stato a Roma ed alla sera sono tornato a casa con parecchi risultati.
Prima di tutto, ho riportato a casa i soldi che ci avevano tolto e che devono servire per alcune opere nei Comuni interessati al tragitto della Tav. Ce li avevano scippati con un blitz per destinarli all'auditorium di Firenze. Non scherziamo!
Poi, sono arrivate risorse per pagare enti locali e fornitori; per la Regione una quota di 1,231 miliardi.
Inoltre, sono stati erogati 633 milioni, che naturalmente ci spettavano, per quanto riguarda la sanità.

Ho incontrato diversi ministri ed ho la percezione che il lavoro importantissimo che stiamo facendo, possa costituire un modello.
La battuta che sentivo fare in passato era che il Piemonte era una regione del Nord, governata come una regione del Sud.
Oggi non possono più farla. È dura, perché cambiare le cose non è semplice e devi mettere in conto tanti attacchi ingiusti, ma sono convinto che chi tiene duro, alla fine, arriva alla meta.

Chiudo con una riflessione di politica generale; la sinistra, evidentemente a corto di idee, ha ritirato fuori il cavallo di battaglia della cittadinanza facile.
Vorrebbero fosse attribuita per il solo fatto di essere nati sul nostro territorio. Francamente, con tutti i problemi che ci sono, non ne capisco il perché. Gli immigrati già presenti, hanno altre priorità: lavoro, servizi, ecc.
A quelli che vorrebbero arrivare, dobbiamo far capire che non possono venire tutti da noi.
L'integrazione, infatti, molto spesso invocata a sproposito, diventerebbe irrealizzabile.
L'ideologia fine a se stessa ancora una volta porta nella direzione sbagliata.
Sono contrario alla proposta di legge sullo ius soli, cioè alla cittadinanza facile.

Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 63

Leggi tutto: Necessaria politica di fatti

La prima settimana di vita del Governo non è stata certo chiarificatrice.
Per prima cosa, il balletto sull'IMU. Sì, no, forse, in merito all'abolizione.
Poi, le infinite discussioni sulla Convenzione, cioè l'organismo che dovrebbe mettere nero su bianco le auspicate riforme. La Convenzione deve partire, le riforme sono necessarie, altrimenti saremmo di fronte ad una presa in giro e ad una perdita di tempo.
In una fase come questa, il problema non può essere quello della distribuzione delle poltrone, ma dell'agenda delle cose da fare.

Una politica di fatti e non di tatticismi e spartizioni, è di questo che c'è bisogno.
In Piemonte è stato approvato il bilancio, la Regione è salva perché siamo riusciti a fermare l'indebitamento, a fare riforme strutturali, a garantire le priorità.
L'addizionale IRPEF, che lo Stato voleva imporci a causa del debito del Governo Bresso, è stata notevolmente ridotta.
Insomma, possiamo dare ai Piemontesi quella garanzia di stabilità e di rilancio di cui oggi hanno assolutamente bisogno.

Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 61

La rielezione del Presidente Napolitano è stato un atto necessario a fronte di una situazione di totale incertezza e di impazzimento del sistema.
Una paralisi, in un momento di grande difficoltà, che stava diventando veramente molto pericolosa. Da due mesi siamo senza un governo e la condizione del PD, diventata ingestibile, lasciava presagire nubi sempre più fosche.

Ieri come Presidenti delle Regioni siamo stati dal Presidente Napolitano ed abbiamo espresso la nostra preoccupazione a fronte dei problemi che stanno attraversando il Paese. C'è una crisi economica fortissima, le aziende chiudono, occorre finanziare la cassa integrazione e ridare un minimo di competitività ad un sistema allo stremo.
Al Nord esiste un governo nelle Regioni, in prima linea ad affrontare quello che sta succedendo, serve un interlocutore a Roma.
Penso al Piemonte ed allo sforzo che abbiamo fatto per mettere in salvo la Regione, non possiamo lasciare tutto allo sbando ed abbiamo bisogno di avere dei governi che si parlino reciprocamente.

Leggi tutto: Governo: si faccia presto

I prossimi giorni saranno cruciali, speriamo nei nervi saldi e nella responsabilità di ciascuno.
Sul Presidente della Repubblica abbiamo fatto quello che dovevamo fare.

Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 62

Leggi tutto: Priorità ai fatti concreti

Per quanto riguardo la scelta dei ministri del nuovo governo il Piemonte è stato poco o nulla considerato e questo, ovviamente, mi dispiace. Il fatto che l'esecutivo sia a trazione meridionale non può certo essere utile in un momento in cui il nodo da affrontare è quello del rilancio del sistema produttivo che è al Nord.

C'è un po' di delusione per il risultato dell'operazione fatta a Roma. Da Presidente della Regione cercherò in ogni modo di collaborare nell'interesse del Piemonte.
Nel merito delle cose da fare, la Lega non è entrata nel governo, ma ha indicato tre punti che ritiene fondamentali:
1) il riconoscimento della Macroregione del Nord;
2)il mantenimento del 75% delle entrate tributarie sul territorio;
3) la istituzione di una convenzione per realizzare le riforme.

Abbiamo dato la dimostrazione di non avere a cuore le poltrone. La realizzazione di questi obiettivi avrebbe ricadute sul nostro territorio.
Se vogliamo costruire un futuro migliore dobbiamo avere la responsabilità di parlare di cose concrete. Ad esempio, vedo politici che fanno interviste di maniera sulla situazione del Piemonte senza sapere nemmeno di che cosa parlano.

Questo governo regionale ha salvato il Piemonte dal fallimento rimettendo a posto i conti e facendo le riforme necessarie.
Se si vuole lavorare per il bene comune, facciamolo per davvero, smettendola di vivere la politica come un teatrino.

Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 60

Ieri ho partecipato, a Torino, al convegno organizzato da Confindustria per ragionare sul futuro della piccola e media impresa. Si sono sentite molte lamentele, indirizzate alla classe politica, corredate da un elenco, peraltro piuttosto noto, di cose da fare.
Si parla sempre delle cose da fare, si fa poco, niente, addirittura si va nella direzione opposta con scelte completamente sbagliate. A ciò si aggiunga una situazione particolarmente incresciosa: a Roma non riescono neppure a formare un governo e vanno avanti da mesi con giochi e giochetti, riempiendosi la bocca con termini quali il cambiamento, declinati come slogan per cercare di intercettare la benevolenza di questo o quel giornale o di creare l'onda di un consenso che assomiglia sempre di più ad una moda.

Leggi tutto: Aprire stagione nuova in politica

Fino a qui ho detto cose piuttosto scontate che, diciamo, fanno parte dell'odierno dibattito politico.
Soffermiamoci però a vedere che cosa succede a chi le riforme le sta facendo o, quantomeno, ci sta provando. Viene sistematicamente massacrato! Certo, magari non si riesce a far uscire tutte le ciambelle con il buco, si fanno degli errori che non capitano a chi sta sottocoperta, cullato da dolce far niente del parlare e criticare senza sapere di che cosa ci si sta occupando.
L'attacco arriva da certi politici che ragionano semplicemente pensando di essere parti di un grande teatrino, da certi mezzi di informazione che lavorano sperando che ci siano continui problemi, da certi sindacati preoccupati soprattutto di far vedere che esistono.
In Piemonte, per esempio, chi è addentro alle cose sa che la nostra riforma sanitaria è giusta. In privato, molti dicono di fare in fretta a riconvertire i piccoli ospedali generici in poliambulatori. In pubblico, però, l'ipocrisia regna sovrana.
E' stato fatto un miracolo nel rimettere in sesto i conti della Regione, ottenendo dal governo una normativa che riconoscesse il nostro lavoro.
Sui trasporti è doveroso far applicare il principio dei costi standard che non può essere sbandierato quando riguarda gli altri ed ignorato quando non fa comodo perché significa andare a toccare questo o quell'equilibrio.

Arriviamo al tema della Macroregione del Nord. La questione settentrionale non è un'invenzione. Se lo fosse, non avremmo molti dei problemi che oggi abbiamo.
Allora che cosa aspettiamo ad aprire una stagione veramente nuova, fatta di politica vera?

Buona domenica e buona settimana.

 
 
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