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LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 54

Vorrei che la giornata del voto fosse dedicata alla riflessione, dunque sarò più loquace domenica prossima.
Segnalo una mia riflessione pubblicata questa mattina da La Padania.

"Oggi si vota per realizzare un progetto, la Macroregione del Nord.
Si vota per la Presidenza della Regione Lombardia e si vota per le elezioni politiche. È assolutamente necessario che Maroni vinca e diventi Governatore.
Bisogna lavorare fino all'ultimo per raggiungere il traguardo. Questo vuol dire poter realizzare il progetto, che è politico ed amministrativo, insieme.
Politico, perché la Macroregione del Nord affronta il tema della questione settentrionale. La forza è quella delle Regioni che rappresentano il sistema produttivo e che chiedono al governo centrale il riconoscimento di un diritto sacrosanto. Quello di non dare più tutte le risorse a Roma, ma di poter trattenere almeno il 75% delle entrate tributarie sul nostro territorio.
Amministrativo, perché, nell'esercizio delle competenze regionali, i problemi da affrontare e le aspettative da soddisfare sono comuni.

La partita non è semplice, ma Maroni vincerà perché è veramente una persona seria e capace, oltre che un grande leader. Da piemontese, penso che la Macroregione sia molto importante per il Piemonte.
Se ne parlava la fondazione Agnelli, già all'inizio degli anni novanta, c'è un motivo.
È chiaro che questo progetto si potrà realizzare con una Lega Nord forte e con dei parlamentari che supportino il lavoro dei governatori.
Per questo bisogna votare Lega Nord anche alle politiche."

Leggi tutto: Dare forza al progetto

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 53

Leggi tutto: Macroregione per dare una scossa

Ieri a Sirmione abbiamo sottoscritto un accordo tra il candidato Governatore della Lombardia Roberto Maroni ed i Governatori di Piemonte, Veneto e Friuli -Venezia Giulia.
L'intesa ha una grande valenza dal punto di vista politico ed amministrativo.
Dal punto di vista politico, mette insieme istituzionalmente il Nord, indipendentemente da quello che farà il Parlamento ed il Governo a Roma. Questo vuol dire poter portare avanti con forza e decisione il tema dell'autonomia fiscale, cioè poter mantenere sul territorio almeno il 75% delle entrate tributarie.
Dal punto di vista amministrativo, potrà realizzare forme molto importanti di collaborazione in diversi settori strategici, dalla sanità, ai trasporti, alle infrastrutture.
Nel presentare il patto abbiamo messo in luce come la possibilità di lavorare in un'ottica macroregionale sia già prevista dalle istituzioni europee. Nel 2012 le Regioni dell'arco alpino hanno sottoscritto un patto per l'Euroregione Alpina, naturalmente erano presenti Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Questo, per mandare un messaggio a qualche finto europeista che critica a priori la nostra proposta, bollandola come anti europea, retrograda e via dicendo... con il solito campionario di imbecillità.
In realtà, chi parla così, è rimasto lui al Medioevo. In un momento come questo non possiamo più permetterci di buttare via le poche risorse che abbiamo a disposizione, ma dobbiamo dare una scossa per svegliare il sistema!
Meno tasse e più investimenti, insomma il contrario della ricetta Monti.
Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 51

Leggi tutto: Lettera aperta ai moderati

Le elezioni regionali del 2010 hanno portato, in Piemonte, ad un risultato che, ai più, è sembrato inaspettato. Questo voto ha cambiato alcuni scenari. 

Dal punto di vista amministrativo, ci è stata consegnata una regione con un debito allucinante e con un'organizzazione completamente da riformare. Per questo stiamo facendo un lavoro duro, complicato, scontrandoci con tanti piccoli e grandi potentati.
Dal punto di vista politico, invece, dobbiamo registrare che nel 2010 c'è stata una vittoria dei moderati. Penso che la gente mi abbia scelto come Presidente perché ero in grado di rappresentare anche questo mondo, numericamente importante nella società piemontese.
Conscio di questo contesto, del mandato ricevuto, e, soprattutto, esprimendo quelle che sono sempre state le mie idee, ho portato avanti un'azione di governo coerente sulla difesa della vita, sui valori della famiglia e sul modo di intendere i rapporti con l'impresa.
Ricordo che abbiamo ereditato una situazione difficile, ma non abbiamo aumentato la pressione fiscale, né intendiamo farlo in futuro. E adesso stiamo realizzando una riforma sanitaria complicata che si doveva assolutamente fare.

In occasione delle prossime elezioni politiche mi presento come capolista, alla Camera, per la Lega Nord naturalmente.
Non intendo lasciare la Regione, la mia è una candidatura che ha un valore politico, quello di mettere la faccia sulle liste della Lega, essendo il segretario nazionale della Lega Nord Piemont, e di sostenere un progetto politico che è quello di mantenere almeno il 75% delle entrate tributarie sul nostro territorio.
Ho sentito fare alcune polemiche inutili, addirittura la sinistra ha deciso di concentrare la campagna elettorale contro di me. Devo dirVi che, alla luce del particolare contesto piemontese, la mia candidatura ha anche un altro valore, quello di dare, appunto, all'elettorato moderato piemontese la possibilità di indirizzare il voto in una direzione chiara e utile, perché da questo voto può uscire rafforzata l'identità di un Piemonte moderato, ma al contempo innovatore e riformatore, in grado di divenire più forte nel suo slancio economico e sociale.
Per questo, con questa mia lettera aperta a tutti i moderati, non parlo male degli altri, non mi metto a fare polemiche, ma voglio provare a dialogare e a parlare di politica e di voto in modo sobrio, equilibrato e basato su fatti concreti.
Le polemiche, alla fine non pagano mai, offuscano solo lo sguardo delle persone perbene.
Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 52

Leggi tutto: Dalla Lega unico programma possibile

In Lombardia ci saranno molti voti disgiunti, a favore di Roberto Maroni.
L'operazione che qualcuno sogna per far avere ad Ambrosoli i voti di Albertini è patetica e senza possibilità di riuscita.

Patetica, perché ricorda tanto i giochetti da Prima Repubblica, con tutto il rispetto per le capacità dei protagonisti di quella stagione, certamente meno ambigui.
Senza possibilità di riuscita, perché la gente è matura e non manipolabile.
Quando ci sono competizioni ad elezione diretta si sceglie chi si reputa il più idoneo.

Francamente non mi sembra ci possa essere partita, proprio se si vuole ragionare in modo nuovo, superando gli steccati degli schieramenti politici.
Maroni è competente, è stato più volte ministro ed ha svolto molto bene il suo lavoro. Da Ministro dell'Interno ha raggiunto risultati eccezionali nella lotta alla mafia.
Maroni, inoltre, è autorevole. Ha sempre dimostrato di saper gestire le situazioni più difficili con determinazione, equilibrio ed indipendenza.
Dunque, i tecnici con tanta voglia di fare i politici, possono risparmiarsi in anticipo una brutta figura.

Ad ogni modo, in questi giorni sta emergendo molto bene un fatto, la mancanza assoluta di programmi, in un clima di generale confusione ed ipocrisia.
Invece di parlare di contenuti, lo sport principale è quello dell'attacco personale e dell'attribuzione di presunte patenti di irragionevolezza.
La nostra idea di Macroregione del Nord è l'unico elemento programmatico di questa campagna elettorale.
Invito chi parla senza conoscere a riflettere su alcuni punti. Chi si dichiara europeista, non può essere allo stesso tempo nazionalista.
L'Europa del futuro è quella delle Regioni e dei territori. Una nuova fiscalità è il vero strumento per realizzare il federalismo, altrimenti siamo sempre alle solite, da Roma ti aumentano le tasse e ti tagliano i trasferimenti.
Il progetto della Macroregione è quello di Gianfranco Miglio ed era stato lanciato anche dal primo Presidente dell'Emilia Romagna Fanti e dalla fondazione Agnelli all'inizio degli anni novanta.
Certi intellettuali e benpensanti dovrebbero riflettere.
Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 50

Leggi tutto: Europa nuova come unica prospettiva

Uno degli argomenti utilizzati dal cosiddetto governo dei tecnici è stato quello di dire che bisognava darsi una credibilità in Europa. Quasi che Monti fosse l'unico detentore di un passaporto per l'Europa e di una visione europeista proiettata verso il futuro e verso la modernità.
I dati hanno dimostrato che questa cura non ha funzionato perché la nostra economia è rimasta miseramente al palo. E' cresciuto il debito pubblico, è cresciuta la disoccupazione, le aziende chiudono con un ritmo sempre più incalzante, la pressione fiscale ha toccato il record assoluto.
C'è però un'altra considerazione, più di prospettiva. Qual è l'Europa che vogliamo e qual è l'unica Europa possibile?
Un'altra caratteristica di questo governo, sostenuto convintamente dal Pd, è stata quella di aver portato avanti una restaurazione del sistema centralista.
Mi chiedo: è possibile essere europeisti a Bruxelles e centralisti a Roma? No, è una contraddizione, questa sì retrograda ed antistorica.
Se si vuole costruire una vera Europa, il modello degli stati nazionali è superato. Come si fa a dire ad un imprenditore del Nord che, pur essendo bravo ed operando in un sistema che ha ancora delle potenzialità, non può avere un sistema fiscale simile a quello di altre aree che in Europa sono omogenee dal punto di visto economico, sociale e produttivo?
L'assunto che si deve pagare l'eterno tributo a Roma non tiene più.
Detto questo, dobbiamo cominciare a dire chi sono quelli veramente retrogradi ed antistorici, cioè quelli che restano ancorati alle vecchie logiche ed anzi le perpetuano.
Trattenere il 75% delle entrate tributarie sul territorio, vuol dire anche costruire finalmente un'Europa che non sia soltanto un concentrato di potere e di interessi.
Buona domenica e buona settimana.

 
 
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