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LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 44

Leggi tutto: Avanti con coraggio su riforma

In questi giorni è stato aperto il primo CAP (centro di assistenza primaria) ad Arona.
Si tratta di un poliambulatorio che si è insediato in una struttura ospedaliera riconvertita. Questo è un esempio di come può funzionare la nostra riforma sanitaria.
Invece di togliere un servizio, si aggiungono delle prestazioni, perché le persone possono rivolgersi per i casi acuti alle strutture ospedaliere adeguatamente attrezzate e trovare più capillarmente sul territorio servizi ambulatoriali ed esami specialistici.
In Piemonte abbiamo avviato una riforma molto importante, adesso si tratta di spiegarla alla gente facendo capire come costruire una sanità moderna dai costi sostenibili. Nel futuro verranno realizzati altri CAP come quello di Arona e nascerà una vera integrazione tra sanità di territorio e rete ospedaliera.
Occorre andare avanti con coraggio e determinazione con la consapevolezza che stiamo facendo le cose necessarie e giuste.
Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 43

Leggi tutto: Autonomia nel dopo-Monti

Monti ha annunciato ieri le proprie dimissioni subito dopo l'approvazione della legge di stabilità.

Ho sempre detto quello che pensavo sulla politica del Governo e sull'impronta assolutamente centralista che ha caratterizzato quest'ultimo anno.
Le Regioni e gli enti locali sono in ginocchio, la pressione fiscale alle stelle, la disoccupazione galoppa ed il Paese non cresce.
Il grande sforzo che adesso va fatto è quello di spiegare la nostra prospettiva di uscita da questa gravissima crisi. Noi pensiamo che la via da seguire sia la Macroregione, o meglio l'Euroregione del Nord, cioè la costituzione di una comunità autonoma dove almeno il 75% delle entrate tributarie rimanga sul territorio.
Usiamo la definizione di Euroregione, non per introdurre una nuova classificazione, ma perché vogliamo che la stessa sia un tassello della nuova Europa, quella dei popoli e di territori. Spero allora che nei vari dibattiti, discussioni, approfondimenti, si possa parlare di questo progetto.
Sarebbe utile sentire gli imprenditori, discutere di esempi concreti e non mettere sempre i soliti steccati. Di Macroregione parlava Miglio e la Lega ha sempre portato avanti il progetto politico.
Ne parlava anche Fanti, primo presidente della Regione Emilia-Romagna. Degli stessi argomenti discorreva la fondazione Agnelli all'inizio degli anni novanta. A livello europeo, proprio in alcune di quelle sedi sempre citate per tappare la bocca alle spinte autonomiste, si discute oggi di Macroregione Alpina, dove la nostra Euroregione del Nord giocherebbe un ruolo determinante.
Speriamo nella forza delle idee.
Buona domenica e buona settimana!

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 41

Leggi tutto: Catalogna: uno sguardo al futuro

Oggi si vota in Catalogna. Formalmente si tratta di rinnovare il parlamento catalano, in realtà il governatore uscente Artur Mas si è impegnato, in caso di vittoria, a far celebrare il referendum per l'indipendenza da Madrid.
La realtà catalana ha certe similitudini con quella piemontese. Innanzitutto, perché le idee circolano e il vento autonomista sta spirando dappertutto in Europa. Inoltre, perché le due regioni hanno una storia non da poco caratterizzata da una marcata identità. La Catalogna esce da stagioni di diritti negati, dalla repressione franchista e da un rapporto sempre squilibrato con lo stato centrale. Il Piemonte, dal canto suo, era uno stato e Torino ha l'impronta di una grande capitale europea.
Leggendo i dati del 2009, poi, scopriamo che Piemonte e Catalogna hanno sostanzialmente lo stesso pil pro-capite. Le due realtà sono indebitate, ma mantenendo le entrate fiscali sul territorio le difficoltà verrebbero risolte per entrambe.
Il problema principale è identico: Madrid e Roma prendono e danno in cambio soltanto pressione fiscale ingiustificata e tagli per i territori produttivi.
Come Presidente della Regione Piemonte porto avanti le riforme necessarie per avere un modello di regione che stia in piedi, moderno e funzionale, che eroghi i servizi ai cittadini, questo è un dovere. Non possiamo, però, arrivare al punto di morire noi per continuare a regalare i soldi a Roma.
Ad esempio, il nuovo modello di riorganizzazione sanitaria che vogliono imporci e che taglia ulteriormente strutture che già noi abbiamo provveduto a razionalizzare non mi sta bene, è troppo duro e non tiene conto delle caratteristiche del territorio.
Se tenessimo le nostre entrate tributarie, non avremmo problemi, pagheremmo i debiti ed avremmo i soldi per sanità, assistenza, trasporti, infrastrutture e per abbassare finalmente la pressione fiscale.
Non sono cose astratte, ma molto concrete e soprattutto delineano l'unica soluzione possibile. Se, ad esempio, trattenessimo in Piemonte anche solo il 75% delle entrate tributarie contro il 37% attuale, avremmo 15 miliardi in più per i piemontesi.
L'IRAP che pesa 2,7 miliardi, verrebbe abolita immediatamente!
E le stesse esigenze si sentono in tutto il Nord.
Buona fortuna Presidente Mas.
Buona domenica e buona settimana!


LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 42

Leggi tutto: Costruiamo l'unico futuro possibile">

La situazione politica è in continua evoluzione, mai come in questa fase il futuro è difficile da decifrare.
Oggi si sta svolgendo il ballottaggio tra Renzi e Bersani. Questa consultazione di sicuro è stata di grande aiuto al PD, gli ha fatto recuperare visibilità ed oggi, comunque vada, sentono di avere la vittoria delle prossime politiche in tasca. Non penso sia così.
Ma al di là di profezie e sondaggi sbandierati, è il loro progetto ad essere inesistente, ridotto soltanto ad un minore, per la verità inesistente, o maggiore, soltanto nelle apparenze, tasso di rinnovamento, rispettivamente in capo a Bersani e Renzi.
Sul fronte PDL, siamo nella nebbia…
Come si esce dalla crisi? L'unico modo è quello di non dare semplicemente aria alla bocca, ma di mettere nero su bianco una sequenza di cose da fare. Allora, parliamoci chiaro, il problema è quello della pressione fiscale. Come fa un sistema a riprendersi se non può neanche funzionare? Un imprenditore, infatti, se alza la saracinesca è un miracolo, non per sua incapacità, ma per le gabelle di stato.
Più a valle, c'è la situazione delle famiglie tartassate dall'IMU sulla prima casa.
Alla domanda "come fare a ridurre la pressione fiscale?", la risposta che danno da Roma è che al momento non è possibile.
Non è possibile perché è la struttura dello stato ad essere il cancro divoratore.
Basterebbe applicare una regola semplice per risolvere i nostri problemi: trattenere le nostre risorse sul territorio.
Allora si potrà abbassare la pressione fiscale, fare investimenti, riprendere come sistema la competitività.
In Piemonte oggi manteniamo soltanto 37% delle entrate tributarie, se potessimo trattenere ogni anno almeno il 75%, avremmo 15 miliardi in più. Potremmo togliere l'IRAP, che vale 2,7miliardi, e fare molto altro ancora.
Serve fare questo, almeno questo, è inutile girarci intorno!
Al di là delle suggestioni del momento, costruiamo l'unico futuro possibile.
Buona domenica e buona settimana.

LA DOMENICA DEL GOVERNATORE N. 40

Leggi tutto: Ci siamo assunti nostre responsabilità

Oggi quello che serve è un cambio culturale, un modo diverso di intendere la politica.
Facciamo un esempio. In Piemonte dobbiamo sistemare le cose a fronte del disastro fatto negli anni precedenti. La ricetta è quella di lavorare e fare le riforme.
Le discussioni per equilibri ed alchimie possono essere comprensibili, ma fino ad un certo punto. Se ci sono problemi, aspirazioni varie, anche critiche, queste cose vanno affrontate una volta per tutte.
Poi basta, non si può vivere di perenne fibrillazione. In questo modo non si lavora bene e soprattutto non si fa l'interesse dei piemontesi.
Il momento è delicatissimo, c'è una crisi che attanaglia le famiglie, un governo a Roma che non è amico dei territori ed ha scelto di tagliare in modo selvaggio i trasferimenti, in più la nostra regione è in una situazione debitoria molto preoccupante.
Per anni si è vissuto sopra le proprie possibilità. Oggi si devono pagare i debiti ed inoltre fare i conti con le minori risorse.
È come se in una famiglia si è speso per anni 2000 mentre si incassava 1000 ed oggi si ha a disposizione soltanto 500.
Per prima cosa occorre pretendere quello che ci spetta e chiedere ai nostri parlamentari che sostengono il governo Monti di smetterla di votare provvedimenti che ci danneggiano sistematicamente. La nostra barca, però, deve essere posta in grado di navigare completando e realizzando gli interventi strutturali necessari. Dobbiamo anche essere tutti consapevoli sostenitori di politiche anticicliche a favore del lavoro e delle imprese.
La nostra impostazione prevede politiche fiscali a sostegno di chi assume. A fronte di questo, dovrebbe esserci una collaborazione di tutti, maggioranza ed opposizione. La maggioranza però, insieme a me, si è presa una responsabilità di fronte ai piemontesi e non può tentennare.
Si risolvano le questioni mettendo tutte le carte in tavola.
Questo vuol dire:
1)dare pubblica adesione ai punti programmatici da attuare in questa seconda parte di legislatura;
2)dire chiaramente a che cosa si aspira in termini di ruoli (ovviamente come Presidente dovrò fare le mie valutazioni);
3)se c'è qualcuno che vuole far saltare tutto deve uscire allo scoperto.
Buona domenica e buona settimana!

 
 
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