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Il modello di governo della sinistra appare in tutta la sua evidenza: è il modello delle chiacchiere. Questo vale per Renzi  che abbiamo visto promettere l'inverosimile e, all'atto pratico, portare i peggiori risultati di sempre. Vale anche a livello di territorio. In Regione Piemonte, dopo aver preso il potere grazie al Tar ed a certi giornali, si scopre la verità, a cominciare dai risultati dell'azione di governo. Nella migliore delle ipotesi cercano di copiare  quello che abbiamo fatto noi. In realtà, le nostre riforme risultano  peggiorate e pasticciate. Del resto, sono abituati a fare così, a vivere di parole. Basti pensare alla dichiarazione di Chiamparino che in pompa magna ha annunciato che, piuttosto che  aumentare l'Irpef, si sarebbe dimesso. Risultato, dopo pochi giorni ha aumentato l'Irpef! Per quanto riguarda la città di Torino, dobbiamo fare una riflessione a parte. Siamo di fronte ad un vero e proprio mondo parallelo che negli anni hanno sapientemente costruito. Non è mai stato importante risolvere i problemi dei cittadini, ma costruire un'immagine con il consenso dei pochi frequentatori di certi salotti. Cosa importa se nelle periferie i cittadini sono all'esasperazione, basta mettersi d'accordo e parlare di quello che fa comodo. Non funziona più! Il modello delle chiacchiere prima o poi si sgretolerà.
Buona domenica e buona settimana.

Lega: Cota, in Piemonte si accenda l'autonomia, referendum su emergenza immigrati

Accendi l'autonomia. Di questo abbiamo parlato al convegno organizzato dalla Lega Nord Piemonte venerdì scorso a Torino. Il Piemonte ha un residuo fiscale (differenza tra tutte le risorse che vengono prelevate su un determinato territorio dalle pubbliche amministrazioni e quelle spese su quello stesso territorio) stimato in 8,9 miliardi. Il dato si riferisce al 2012, ma il rapporto con lo stato centrale continua a peggiorare ed i tagli ad aumentare.

Governi Cota o Chiamparino è sempre più difficile per le Regioni gestire sanità e trasporti ed i Comuni sono al collasso. A ciò si aggiunga il fatto che a casa nostra non siamo padroni di decidere praticamente niente. Per quanto riguarda la tassazione, ad esempio, così come su una necessaria politica di sostegno al sistema produttivo. Per non parlare della scuola, dove ogni anno dobbiamo subire l'invasione degli insegnanti che arrivano da fuori, oppure dell'emergenza immigrazione, vera e propria invasione.

Potranno dire i Torinesi ed i Piemontesi che non vogliono più zingari e clandestini? Abbiamo discusso di questo e di difesa della nostra lingua e della nostra cultura. La consapevolezza di tutti è che serve l'autonomia. Quale autonomia? Se ne deve discutere, ed è giusto che sul punto si pronuncino i cittadini piemontesi con un referendum che non è un'utopia, ma un obiettivo da raggiungere.

Buona domenica e buona settimana.

Lega: Cota, referendum a Torino per  sgomberare tutti i campi nomadi
 
In questi giorni siamo facendo come Lega Nord una raccolta firme per sostenere a Torino la nostra richiesta di referendum sui campi nomadi. Chiediamo di sgomberarli e vogliamo che su questo tema possano esprimersi i Torinesi. Torino è una città particolare perché vi si è creata, attraverso i mezzi  di informazione orientati, una realtà virtuale. Hanno voluto far credere di vivere in una città moderna ed europea, poi ci si accorge che nella realtà le cose sono ben diverse. Esiste un'altra Torino che purtroppo ė cresciuta. E' la Torino dei campi nomadi, ed in generale quella parte di  città che vogliono tenere lontana dai riflettori, profondamente insicura  e degradata. Per anni hanno dipinto come razzista chi protestava o semplicemente diceva delle cose ovvie, per esempio che se uno vive stabilmente in un campo nomadi non è un nomade e non può per definizione fare quello che vuole con la protezione di istituzioni cittadine e sinistra radical chic. Oggi le cose sono cambiate e stanno cambiando velocemente, la gente si rende conto sempre di più di vivere in un' altra Torino ed è arrabbiata. Per quanto riguarda i cosiddetti campi nomadi ci può essere soltanto una soluzione: sgomberarli. 

Buona domenica e buona settimana. 

 

Questa settimana la Giunta Chiamparino ha presentato il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Governare una Regione è difficile, soprattutto in un momento come questo, lo so per esperienza, dunque starò lontano dalle speculazioni.

Però, rispetto a quello che è successo e sta succedendo in Piemonte, va ristabilita la verità, che peraltro la gente ha già ampiamente colto: abbiamo governato bene la Regione!

 

La sinistra ha preso letteralmente il potere grazie al Tar ed alla informazione orientata. La sanità rappresenta l'82% del bilancio della Regione e se la Giunta Chiamparino decide di seguire la nostra impostazione è certamente perchè eravamo nel giusto. Il fatto è che per anni la sinistra ha detto il contrario, gettandoci addosso ogni sorta di contumelie. Come si fa a sostenere sul territorio delle cose e poi dire il contrario, rivoltando la frittata?

Aggiungo che l'assetto proposto nella pratica è notevolmente peggiorativo rispetto a quello che stavamo portando avanti noi, perchè non tiene conto di molte specificità e caratteristiche dei territori, come hanno giustamente sottolineato diversi amministratori del Pd.

Specificità, peraltro, misurabili oggettivamente. Ancora, qualcuno gioca ancora imputando alla nostra gestione un deficit di 2,5 mld, sapendo benissimo che quella cifra corrisponde al buco che si doveva recuperare, lasciato da chi governava prima. Dal punto di vista politico, che governi Cota o Chiamparino, il punto è che serve una vera autonomia regionale che consenta di mantenere le risorse sul territorio, così da programmare l'impiego delle stesse in settori strategici come la sanità, senza dover andare a Roma ogni tre mesi con il cappello in mano.

La realtà è che però in Piemonte intorno al sistema  di potere stratificato della sinistra si è sviluppata una cultura intrisa di ipocrisia,di doppia morale, di sistematica protezione di chi sta da una parte e di attacco verso chi, invece, si trova dall'altra.

 

Questo è un male che ogni giorno diventa meno oscuro anche se è radicato e può contare su appoggi importanti.

 

Buona domenica e buona settimana.

Quello che è successo ieri a Matteo Salvini, purtroppo, è indicativo di un atteggiamento, quello di un sistema che non vuole risolvere il problema dei campi nomadi, così come non vuole risolvere il problema dell'immigrazione non regolamentata. L'attenzione, allora, è sempre rivolta a cercare di garantire l'impunità rispetto a quello che succede all'interno dei campi, piuttosto che l'incolumità di chi cerca di far sapere le cose come stanno. Si cerca in ogni modo di stendere una cortina di silenzio perchè se ne parli il meno possibile; le visite degli esponenti politici vengono viste come un fastidio, una provocazione. Siamo di fronte ad una corrente di pensiero, ad un  filone  culturale che poi porta a stipendiare con vitto ed alloggio incluso i clandestini ed a lasciare senza lavoro i nostri giovani. La gente, però, non è d'accordo con questa impostazione ed è provocatore chi continua imperterrito a portarla avanti, non certo Salvini a cui va tutta la solidarietà.
Buona domenica e buona settimana.
 
 
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